Il sito del Giovedi'

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Appelli

Appello per finanziare la campagna referendaria per l'acqua pubblica

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Sono state raccolte 1.400.000 firme per il referendum sull'acqua pubblica , un movimento straordinario , unitario e partecipato . Due quesiti sono stati ammessi e il 12 giugno si andrà al voto.

Il quorum può essere raggiunto. Ma c'è il silenzio dei mezzi di comunicazione e, purtroppo , per il momento, dei tanti che fanno opinione, delle persone importanti e note che sono necessarie per il successo del referendum. Pochi sanno quando si voterà e come si voterà . Occorre dunque molta , molta informazione. E occorrono risorse economiche. Il Comitato di Milano e provincia per il referendum ha lanciato una campagna di sottoscrizione.

Seguendo il principio: "che ciascuno faccia la sua parte", noi sottoscriviamo con nostri contributi . Complessivamente ci impegniamo per 4.550 euro .E inoltre segnaliamo a tutti l'urgenza di attivare la sottoscrizione, capillarmente, con l'impegno di molti, anche come promotori. Lo facciamo con convinzione: il referendum è una sfida, va affrontata con slancio ed entusiasmo . Lì ci si conta , li si vince o si perde.

"Loro" inquinano i mari con il petrolio e avvelenano l'aria, a "loro", noi contrapponiamo un nostro simbolo : l'acqua è vita e difendiamo i beni comuni, e il diritto all'aria pulita, al cibo, alla terra. Ne dipende la sopravvivenza stessa dell'umanità e del pianeta.

Il referendum è anche questo.

Franco Calamida - Emilio Molinari - Basilio Rizzo – Elena Paciotti – Massimo Florio – Augusto Bianchi – Giulio Leghissa - Giancarlo Peterlongo – Fabio Malcovati – Piero Basso - Roberto Biorcio – Silvano Piccardi - Luigi Campolo – Silvana Barbieri – Joan Haim – Renato Sacristani - Edoardo Bai.

Per i versamenti di donazione: c/c intestato Comitato Milanese Acquapubblica, presso Banca Etica - IBAN IT 42 A 05018 01600 000000 137066
causale : Referendum Acqua – Milano e Provincia
 

 

Un'altra storia italiana è possibile

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MILANO IN PIAZZA SABATO 29 GENNAIO

PER RACCONTARE UN’ALTRA STORIA ITALIANA



Le moltissime adesioni che continuano ad arrivare all'appello “Mobilitiamoci per ridare dignità all’Italia”, partito da Milano e dalla Lombardia, insieme alla richiesta arrivata spontaneamente da centinaia di donne di una presa di parola pubblica, ci hanno indotto a lanciare la proposta di una manifestazione a


Milano sabato 29 gennaio alle 15 in piazza della Scala.


Con un simbolo: la sciarpa bianca del lutto per lo stato in cui versa il Paese.

Uno slogan:

Un'altra storia italiana è possibile. Ci saremo con le nostre facce. Le facce delle donne italiane, quelle della realtà.

Appuntandoci sulla giacca una fotocopia della nostra carta di identità con su scritto chi siamo: cassaintegrate, commesse, ricercatrici precarie, artiste, studentesse, registe, operaie e giornaliste, per dire la forza che rappresentiamo, a dispetto di tutto. Perché sarebbe bello che una spallata, magari quella definitiva, politica molto prima che giudiziaria, la dessimo proprio noi al capo supremo di questa telecrazia autoritaria, eversiva e misogina.

Quel che accade del nostro Paese offende le donne, ma anche gli uomini che non si riconoscono nella miseria della rappresentazione di una sessualità rapace e seriale, nello squallore di una classe dirigente che ha fatto dell’eversione di ogni regola e nel sovvertimento di qualunque verità il suo tratto distintivo.

Ed è anche a questi uomini che chiediamo di essere con noi sabato 29.

Per ribadire insieme che “un’altra storia italiana è possibile”.


PRIME FIRMATARIE

Ileana Alesso; Paola Bentivegna; Ivana Brunato; Iaia Caputo; Adriana Cavicchioli; Arianna Censi; Fulvia Colombini; Marina Cosi; Ilaria Cova; Chiara Cremonesi; Marilisa D’Amico; Ada Lucia De Cesaris; Piera Landoni; Elena Lattuada; Paola Lovati; Marina Piazza; Patrizia Quartieri; Assunta Sarlo; Tiziana Scalco; Sara Valmaggi; Francesca Zajczyk.Maria Carla Baroni; Anna Bandettini; Monica Bozzellini; Giulia Abbate; Maddalena Fragnito; Sandra Cangemi; Vania Pavan; Donatella Zaccaria; Elena Vegetti; Paola Ciccioli; Lucina Bergamaschi; Laura Galli…
 

Sondaggio del Giovedì 11-16 settembre

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Il quesito: 

“Chi preferisci tra i tre candidati a sindaco Boeri, Onida, Pisapia ( pensando anche a chi dei tre potrebbe poi vittoriosamente battersi con la Moratti) ?”

Sono stati interpellati - via e-mail - n.710 frequentatori del Giovedì, tutti votanti a Milano (salvo, per errore, tre residenti fuori Milano, della cui “preferenza” non si è tenuto conto)

Le risposte ricevute sono state n.432, molte delle quali succintamente o ampiamente motivate (cfr. sottostante elenco)

Le preferenze sono state espresse nella seguente misura:

Boeri Stefano: 133
Pisapia Giuliano: 138
Onida Valerio: 74
Incerti: 84
Astenuti dichiarati: 3

 

 

Mohamed BA - Lettera al mio aggressore

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Caro fratello che non conosco,
ti scrivo per invitarti a riflettere assieme a me su ciò che ci legherà per sempre.
Domenica 31 Maggio 2009, Milano ore 19.45, fermata del tram 19.
Ti vedo tranquillo in mezzo alla gente in attesa che rideva spensierata, erano quasi tutti sud americani.
Forse ero di troppo, e in quel momento decidesti di mettere fine alla mia esistenza infilandomi il tuo coltello nell’addome.
A quasi cinque mesi dal fatto i miei pensieri vanno sempre a te e alle tue motivazioni.

Caro fratello nobilmente pensoso, alla ricerca di una purezza razziale che non saprei garantirti, camminiamo insieme in deserto in deserto, verso il nudo essere, oltre alle frontiere del passaporto e dei tratti somatici, là dove si esaurisce il concetto di etnicità, inizi il nostro cammino.
La ricerca dell’umanità è molto più bella dell’etnicità.
Io posso capire che tu sia arrabbiato perché vedi i cambiamenti socioculturali che avvengono nel tuo paese, ma questo è solo il risultato di una globalizzazione mal governata dove l’avere condiziona l’essere al punto tale che chi non ha non è.

Caro fratello, oggi assistiamo ad una drastica divisione dei popoli in Re e Poveri in base al luogo di provenienza. Basta pensare che le stesse problematiche che hanno spinto persone come me a venire in Italia, sono state le stesse che hanno portato milioni di italiani a lasciare il loro paese per perlustrare nuovi orizzonti.
Se la scimmia avesse avuto quello che occorreva sugli alberi per vivere bene, mai sarebbe scesa per terra.
Puoi anche pensare che uccidendomi avresti trovato il lavoro che santifica ma sbaglieresti perché mi sono inventato il mio lavoro, ho osservato la città di Milano con i bambini di ogni ceppo culturale, mi sono ritrovato sui banchi di scuola proponendomi come educatore e mediatore culturale che propone dei percorsi didattici permettendo a tutti gli alunni italiani e non, di condividere dei momenti in cui spaziare a livello planetario alla riscoperta dei valori morali tradizionali; è un lavoro che faccio da dieci anni con passione, dedizione e professionalità.

Caro fratello, sono approdato a Milano undici anni fa e di scoperta in scoperta, mi sono reso conto che la storia ed i simboli erano sconosciuti ai più.
Credimi, quando porto i bambini in città alla scoperta dei luoghi e non luoghi, fanno fatica a trovare delle persone in grado di aiutarli a decodificare gli enigmi da Bellevoso, al pozzo dei battuti, dalla maledizione di Tommaso Marino ai doccioni, fino a “lavorare a uff”.
Come vedi fratello, non sono venuto ad inquinare la tua città ma cerco di rispolverarne la memoria storica, permettendo ai bambini italiani di confrontarsi con gli altri quando porteranno in classe i vari tamburi, racconti….
Ti pregherei di riflettere sul tuo gesto.
Uccidendomi avresti privato centinaia di bambini di proseguire un cammino verso una cittadinanza attiva ed il rispetto del patrimonio culturale.
Caro fratello, stavi quasi privando a due bambine di sei e tre anni, portatrici di una doppia identità culturale, di un padre.
Mi hai lasciato sulla strada mezzo morto, nell’indifferenza totale ma altri italiani mi hanno soccorso, curato, accudito e dato la forza di ripartire.

Caro fratello puoi anche sentirti legittimato dai proclami che voci autorevoli di questa città fanno, soprattutto alla vigilia di appuntamenti elettorali ma saresti ingenuo per il semplice fatto che il rapporto tra la popolazione attiva e quella pensionata è quasi di uno a uno. Sarebbe impensabile mandar via tutti gli immigrati, il paese si bloccherebbe.

Caro fratello, ti invito a deporre le armi perché non hai un potere salvifico.
Un giorno ti accorgerai che quello che si è nella vita non è motivo di orgoglio o di vergogna, ma quello che si diventa lo è.
Casualmente ci siamo ritrovati ad essere italiani, americani, africani etc… non è stata una scelta.
Ma oggi posso affermare di essermi gradevolmente “italianizzato “ pur sapendo che il tronco d’albero può stare in acqua per secoli, non diventa mai un coccodrillo.

Caro fratello, l’Italia vera è quella col cuore in mano che sa riconoscere nell’altro valori arricchenti.

Non uccidere le differenze culturali, sono la bellezza dell’umanità.
Gli ideali sopravvivono sempre.
Un caloroso abbraccio
Pensaci….pensaci….pensaci….

Mohamed BA

 

Lettera di un cittadino di Adro

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Io non ci sto

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità.

Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”.

Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.

E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

 
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